Archivio per Luglio 2005

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Ospitando – Parole non mie-mie-non-mie-mie-non-mie-mie?

Luglio 21, 2005

ILTERZOESCLUSO


Morire-vivere affogata, drogata, bruciata e soffocata senza limite.


Schiantataaterra.


Vivere-morire di note e d’amore, nel silenzio delle lenzuola. Di vino, del profumo della frutta appena sbucciata, vivere e morire di sale, di amaro, di aspro, di dolce.


Di sabbia fine fra le dita, di ricordi senza nome, di libri sfogliati svogliatamente, di candele pigre che languono mentre ti addormenti.


Nella lingua giapponese esiste la parola amodio.

Che il vate Aristotele ci abbia infine fatto del male?


 

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TRA PARENTESI – IL FASCINO DISCRETO DEL LOW-PROFILE

Luglio 13, 2005

Sto riempiendo la cambusa, mi guardo intorno….


tutto qui è pieno del miele dei tuoi occhi….


cerco sul molo, alla ricerca di qualcuno


che mi aiuti a staccare gli ormeggi,


da sola non ce la faccio,


forse non lo voglio neanche fare…..


ma non c’è nessuno….nessuno….


e pensare che c’è ancora chi ha il coraggio


di dire a me che sono assente….


Passeggio incurante sul molo,


raccolgo brandelli di muscolo liscio,


lettere sparse e calpestate


di parole d’amore in disuso,


pezzi di carta stracciata, ciò che resta


di pacchi ben confezionati di domande…


già aperti, già visti, già qualcosa


che ha il sapore vago della noia….


Caravanserraglio di Santana


risuona in lontananza….un ricordo


mi si aggroviglia nella pancia.


Mi volto a guardare


In direzione della tua barca


lì, ormeggiata accanto alla mia….


vorrei venire a vedere se ci sei….


e mi cade l’occhio su quel cartello…


ma come hai potuto metterlo?


“ARIA-CONDIZIONATA”……)

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A MGRACE

Luglio 12, 2005

“DEVO AMMETTERE CHE IN COSTUME SEMBRO ANCORA PIU’ INTELLIGENTE”


Dedicato ai post di MGrace. Dedicato al suo titolo “Non di sola tristezza” e alle sue considerazioni sul mare, a chi mi vuole vedere con il costumino di Wonder Woman e a chi non si accontenta di vedermi da un lato o da un altro, a chi ama i travestimenti e a chi si traveste solo da sè stesso, a chi non ha il senso della misura, a chi sa che la vita può essere sempre diversamente interpretata, a chi sa guardare oltre ciò che si vede e a chi vede solo quello che guarda, a chi non vede il costume perchè sta facendo brainstorming, a chi mi dice che sono intelligente senza capire quello che dice e a chi sa dirmi quello che non capisce.

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Ci sono notti…Ci sono mattine….

Luglio 11, 2005

Ci sono notti…..


nelle quali non ritrovi la tua….


navighi ad occhi chiusi e mani nude


le vele squarciate dal vento,


tempeste di lacrime sul volto


graffiano come unghie viola di donna,


l’orizzonte è offuscato


trafitto dall’assenza di sé stesso.


Tutto il buio dentro, accartocciato,


le parole per gridarlo disarticolate,


vuote, in uno spazio indefinito,


senza aggettivi, senza illusioni, senza eco,


dissolvenze, e poi solo il buio,


il sogno e la memoria,


le tue braccia intorno a me,


le tue mani su di me


che mi accarezzano lievi…


Ci sono mattine….


nelle quali apri gli occhi pesanti


ed è il mare che ti accarezza


ma non hai più pelle per sentirlo,


per sentire cosa sei…..tagliente…


Forse un frammento di vetro….


ma no, non duro abbastanza…..


secco, depredato dalla tua assenza,


dalla tua essenza….


Legno….quelle rughe in più, addosso


relitto sulla spiaggia,


senza un posto per i pensieri,


senza piedi per alzarsi,


le gambe aperte


in un assurdo parto di malinconia


da appendere a un chiodo,


e tu sei lontano….sei dentro di me….


il tuo passo gitano disperso


in questo legno ruvido e gonfio…


Ci sono mattine….


Nelle quali osservi fili di alghe sui fianchi


qualcosa che assomiglia alla vita, un colore


idea di un corpo lungo e compatto


come uno stelo d’erba


da afferrare con le mani, le tue mani,


per sentirmi sfiorare, per schiudermi alla vita.


Nel silenzio, come se non ci fosse nessuno,


straccio parole incartate e sfrontate,


parole che non ho sentito,


io, che non so mai cosa dire….


 


Ringrazio blogexperiment per la foto del relitto, trovata sul suo blog, dalle alghe del quale è nata un’idea di vita.

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Da “Oceanomare” di Alessandro Baricco

Luglio 7, 2005

Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà….


Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a se, vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull’orlo della burrasca.


Non c’erano, nella sua mente, né inquietudine, né paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt’a un tratto, nell’anima. Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva.


….. Un passo dopo l’altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli: “Non mi farai del male, vero?”


“No”……


Allora Elisewin prese tra le mani il volto di quell’uomo, e lo bacio’.


Chi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere cosi’ lontano? ….


Lui la guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo….


… E nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi… riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso….


Se solo la conoscessero….tutti continuerebbero a raccontare la storia di quei due e di un’intera notte passata a restituirsi la vita, l’un l’altra, con le labbra e con le mani… uno dentro l’altra – ogni palmo della pelle un viaggio, di scoperta…. perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi….


…Forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano – e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore -tristezza, forse – perfino tristezza – desiderio – quando lo racconteranno non diranno la parola amore – mille parole diranno, e taceranno amore. Tace tutto, intorno….


E’ la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare, per dirselo, li’, cosi’ vicini, la musica e i gesti, per sciogliere la pena….la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell’andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell’anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male…. e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica….

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XVII sonetto – Neruda

Luglio 1, 2005

Non ti amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
ti amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.


 


Ti amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


 


Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove,
ti amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così,


 


in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.