Archivio per Novembre 2005

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Come un fiocco di neve

Novembre 29, 2005

Nitido e calmo derivare di risposte

mentre la mia mano spegne il motore

nel parcheggio vuoto di un supermarket

luminarie come piccole stelle di vetro

entrano piano nei miei occhi socchiusi

lascio che il soffice tepore del silenzio

conservi dentro me l’eco di un sorriso

nato a sorpresa dentro una birreria  

così che possa fondere il cielo cremisi

di questa notte senza sogni apparenti

lieve resta avvolta intorno al mio collo

la verità raccolta in fondo ai tuoi occhi

come una sciarpa morbida e candida  

sfiora appena una dolcezza appuntita

che affonda  lentamente sotto lo sterno

e lo stupore di un volteggiare leggero

come di equilibrista su stelle cadenti

tranquillo come un sonno di bambina

dentro e intorno ad una notte nuda

che non ancora si veste di ricordo

da cullare un pò con delicatezza

per continuare a vivere all’alba.

Sogni d’oro.

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E allora non lo faccio più

Novembre 22, 2005

E allora non lo faccio più

L’amore come poesia

Che sembra quasi che non sai

Io qui chi sono e tu chi sei”

(Amedeo Minghi)

 

Parlo quattro lingue ma nessuno capisce quello che non dico

Pilar mi chiede in spagnolo come va, Petra mi abbraccia,

Trascorro” rispondo in tedesco, Maria lo ripete in italiano

poi sorride e lo traduce in inglese a Vladimir che non capisce

Dave mi lancia un’occhiata, Petra nasconde una  lacrima,

Jean-Claude alza il bicchiere davanti ai miei occhi assenti

e Francisco canticchia “Ojos asì” guardando altrove.

 

In questa babele di voci straniere, come una vera puttana,

Ho svenduto falsità al miglior offerente di una sera

avrei potuto andarmene ma sono rimasta ad osservarmi

mentre mi buttavo via indifferente al sapore del disgusto,

senza più tatto, né olfatto soffocavo tra altre braccia

e quando mi ha sussurrato “ti violenterò con dolcezza 

ho pensato che forse almeno lui avrebbe potuto sentire.

 

 

Ma io ero lì per ascoltare silenziosa di un’incoscienza

e invece mi stavo perdendo in un suono ritmico e stonato

mi è venuta voglia di vomitare, come a chi non fugge mai

e intanto sul display, come fuori tempo e fuori armonia,

lampeggiava aleatorio un “non credevo di farti così male”.

E il tassista persiano che chiedeva ad una  bambola rotta

dove voleva andare….chissà se lui lo sentiva il tempo.

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E intanto sta venendo su una luna tonda e lucida

Novembre 10, 2005

Da istantanee di sguardi

ho capito che avrei potuto

imparare da te a respirare.

Tu che concedi il tuo sangue

ma sai arginare con maestria

il traboccare dei tuoi occhi.

Tu che assomigli così tanto

a quel soufflè di cioccolato

con  sette salse da provare.

Mi hai guardata srotolare

veli di pelle e di dolore

fino a rimanere respiro

che i tuoi occhi attenti

potevano ancora vedere

e li hai raccolti piano

indossandoli con cura.

Cercami in un filo sottile

a ridosso della tua ombra

e in quel fruscio leggero

che hai sentito tra le dita.

Da una lacrima ho saputo

che un giorno ti saprò dire

tre parole definitive e totali.

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Strumenti di gestione avanzati

Novembre 9, 2005

Sentirsi rossa,

come una porta arrugginita

accostata su un silenzio

di cui hai perso la chiave

 

Sentirsi bianca,

come un buco in un foglio

dopo che un tempo sbadato

ha cancellato strati di senso

 

Sentirsi nera,

come la chiglia incrostata

di un relitto sulla spiaggia

sudicia di stanchezza e noia

 

Sentirsi verde,

come una gemma strappata

da un vento gelido e meschino

e calpestata  con incuranza

 

Sentirsi gialla,

come il tendone di un circo

a cui stanno togliendo i pali

in un parcheggio di periferia

 

Sentirsi blu,

come una rosa sbagliata

a cui hanno strappato le spine

per rendere docile l’anima

 

Sentirsi marrone,

come un maglione logoro

abbandonato con apatia

sul ciglio di un’autostrada

 

Sentirsi arancione,

come la furia di un tramonto

che con inutili unghiate di fuoco

disegna i limiti che non hai varcato

 

 Sentirsi dentro i colori che non dici mai

e con un pennello furibondo impastarli

e gridarli su una tela di emozioni sintetiche

fino a vedere colare un mantello di sdegno

 

E poi leggera di disinganno venirmi incontro

indifferente alla mia voce che sparge parole

in un idioma che non sempre mi appartiene

e in disparte sorridere pulendomi le mani.

 

Mi puoi sentire ora?

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Vinicio Capossela – Non si muore tutte le mattine

Novembre 8, 2005

“Siamo rimasti  solo voce.

Come  la  ninfa  Eco,

che a  furia di consumarsi,

per passione,

finì col rimanere voce…..

eco di voce, eco della sua voce."