Archivio per Gennaio 2006

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INTERMEZZO

Gennaio 25, 2006

Sally cammina per la strada senza nemmeno…. ….guardare per terra
Sally è una donna che non ha più voglia ….di fare la guerra
Sally ha patito troppo Sally ha già visto che cosa…. "ti può crollare addosso"!
Sally è già stata "punita"… per ogni sua distrazione o debolezza… per ogni "candida carezza"… "data" per non sentire….l’amarezza!
senti che fuori piove senti che bel rumore…
Sally cammina per la strada sicura senza pensare a niente!
….ormai guarda la gente con aria indifferente…
….sono lontani quei "momenti"… quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile… e si potevano mangiare anche le fragole….
perché la vita è un brivido che vola via è tutt’un equilibrio sopra la follia….
Ma forse Sally è proprio questo il senso…il senso… del tuo "vagare"…
forse davvero ci si deve sentire…. alla fine….un po’ male!….
Forse alla fine di questa "triste storia" qualcuno troverà il coraggio
per affrontare "i sensi di colpa"… e CANCELLARLI da questo "viaggio"….
per vivere davvero ogni momento….. con ogni suo "turbamento"!….
e come se fosse l’ultimo!
Sally cammina per la strada…"leggera"… ormai è sera…
"si accendono le luci dei lampioni"… "tutta la gente corre a casa davanti alle televisioni"..
ed un pensiero le passa per la testa  "forse la vita non è stata tutta persa"…
forse qualcosa "s’è salvato"!!… forse davvero!…non è stato "poi tutto sbagliato"!
"forse era giusto così!?!"…. forse ma forse ma si….
cosa vuoi che ti dica io  senti che bel rumore

 L’aroma del caffè è nell’aria, aria che porta anche un aroma di spezie misteriose. Sarà un personaggio di un libro che sto rileggendo, un marinaio che aspetta,  sarà la mia passione per lo zenzero e la cannella, sarà la voglia di partire, come sempre, sarà l’accenno di un’assenza. Se – perché un se è d’obbligo – ci si può raccontare belle storie, e crederci, e scaldarcisi il cuore, se un mug di caffè americano è sempre un mug di caffè americano, calore che abbraccia e conforta, una cosa normale resa speciale dall’immaginazione, indossata a difesa e forse anche per vanto, l’aroma delle spezie è una rotta nuova, inaspettata, che non sfugge facilmente anche a un mediocre osservatore. Senza una ragione, come la vita è l’aroma delle spezie. Si insinua come una domanda. Un attimo, e ti trovi in una diversa angolazione. Accendo una sigaretta e aspiro, aroma di cioccolata calda, peperoncino che si sbriciola tra le dita. Senti che bel rumore.

 

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COME STAI?

Gennaio 20, 2006

“Ci sono domande alle quali non voglio rispondere,

finchè non comincio a scrivere”  (Quentin Tarantino)

Curioso abbandono, come in assenza di vento,

come dietro a un vetro opaco, quando piove,

quando non ti vedi allo specchio, per paura

che tra ricordi impalpabili e fugaci armonie 

non ti bastino quei tuoi occhi zeppi di vetro.

Instabile equilibrio, come in assenza di sogni

sul  cuore accumuli poliedrici e  sconnessi  

appena  sgualciti  da un silenzio  di fondo

inavvertitamente rotto da una nota di jazz.

La mendicante rumena al semaforo mi sorride

con quei suoi denti dorati, contenta di vedermi

mi stringe le mani forte e non chiede ricevuta

mentre gocce di tenerezza spiovono dal cielo.

Un sole pallido di nebbia si fa piano contorno

il tocco delle note frantuma il vetro sul cuore.

Get closer, I can still feel.

(on air: I am calling you di Lara Fabian 

colonna Sonora di Marrackech Express 

 nella splendida interpretazione di

Yvette Staelens)

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(abbraccio)

Gennaio 16, 2006

" (  ) "

E lui sa abbracciare così. Come  quando non c’è bisogno di dirlo.  Ma si sente.

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A ME….

Gennaio 13, 2006

"…piace da morire parlare con te

non ho mai parlato così con nessuna…

andava detto, così, per rompere i coglioni."

Quasi un haiku. Lui riesce a dire le cose così. Questione di stile. 

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REWIND

Gennaio 11, 2006

Si  va e  si viene soli, attraverso  la vita,  lo aveva  imparato

molto  tempo prima. In quel  momento pensò  che si sogna

anche, soli, senz’altro conforto che il tempo.

Lei,  e  l’uomo che  parlava  agli  alberi   facevano  l’amore

- preferiva  dirlo così -, esplorando la solitudine con incanto

 e allegria dentro una stanza e fuori dal tempo.

Facevano  l’amore, e niente altro. Lui  però  non  lo  aveva

capito.  E  confuse quel  niente con  tutto.  Senza  certezze,

forse, non  sapeva  ancora  che  tutto  non è mai ogni cosa.

Ora,  seduta  sulla  finestra,  lei  lasciò  correre  lo  sguardo

all’orizzonte avvolgendosi  tra le lenzuola di  seta del tempo

che disperdevano  i  profumi  nel vento  ma  ricordavano al

tatto qualcosa  come la  morbidezza  dei  capelli  di lui  o la

sua pelle bianca. Qualcosa che non era ancora niente. Poco

più di niente.  Prese la  sua identità  tra le dita,  limitandosi a

guardare, e tutto  le  risultò chiaro, a  prima vista.  E sorrise,

guardando  lontano,  come quando  si  è  soli,  come  dopo

aver pianto, come se fosse quasi primavera. Stop. Eject.

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Un anno in più: consapevolezza

Gennaio 2, 2006

SHIVERS DOWN MY SPINE,

(R)ESISTO…….