Era profumata la notte, ieri sera. Profumo di vaniglia che mi era rimasto tra le mani, profumo di pioggia nell’argento del cielo, profumo di vento nei ricordi inevitabili, profumo di un sorriso sparso tra le parole e i pensieri, profumo di fragola sull’orlo del bicchiere. Ho creduto fossero profumo di mela verde quegli occhi sconosciuti dietro una domanda nell’orecchio mentre ballavo attorcigliandomi al vestito. “Vorrei chiederti se posso fare una cosa…..”. Ma era solo la traccia metallica lasciata da una nota stonata, solo l’odore dell’ alcool mentre lo guardavo con sconcerto sbottonarsi i pantaloni e denudarsi senza poesia. In mezzo ad occhi curiosi, i miei indifferenti. E poi i suoi, improvvisi. Si avvicinava con quel passo sciolto che mi sembrava di sapere, una birra tra le mani, che mi sembrava di presagire. Alto, i capelli raccolti in un nastro scarlatto, la mano decisa che versava la birra addosso a quel pagliaccio grottesco, lentamente, come a sciogliere con grazia il disgusto. E poi il suo sguardo di velluto sul mio sorriso mentre estraeva dalle tasche l’i-pod. E allora ho riconosciuto i suoi immensi spazi e i suoi infiniti aromi. L’ho rivisto in quella serata in cui mi aveva chiesto una sigaretta in spagnolo. Sono di Madrid mi diceva, mi capisci? Tra le sue parole i colori delle ramblas e profumo di tapas. Anche lui quella sera mi aveva chiesto di poter fare una cosa. Mi aveva preso per mano e poi si era fermato sulla darsena, una cuffietta dell’i-pod per uno, avevamo ballato, passo a passo, nota a nota, la passione secondo Matteo di Bach, tra i resti del mercato della mattina, odore di pesce e frutta schiacciata sotto i piedi e profumo di sandalo tra i suoi capelli. Avevano lo stesso profumo le sue mani, ieri sera, una tra i miei capelli tratteneva con delicatezza la musica mentre con l’altra mi teneva per la vita, questa vita che a volte è così strana e dolce. Poi mi ha sussurrato buena suerte all’orecchio e baciandomi una mano se n’è andato con un sorriso, portandosi via il suo sguardo dolente e un mio respiro a fior di pelle. Un’amica si è avvicinata e mi ha chiesto cosa mi aveva fatto ascoltare mentre ballavamo stretti.
- Stairway to heaven – … – Ma è un angelo! -…- Sì.-