Mentre parlavi ho osservato le tue mani di scalatore,
mani capaci di esplorare con delicatezza ogni ipotesi
di tenere con forza un appiglio, la vita, i miei fianchi
mani che avvolgono e accolgono, mani di cui fidarsi.
Le mie mani amano muoversi sul velluto della tua pelle
navigando placide sulle onde del tuo corpo, delicatezza
e dolcezza, tocco giusto, equilibrato, sensi e forza.
Non e’ la perizia delle mani che suona la melodia, non e’
solo mia l’armonia del tocco. E’ la pelle, la tua, la mia.
Non c’e’ distinto ma istinto, sensazioni in simbiosi.
Le pelli si sfiorano, ed entrambe non sono più due ma
una sola, nuova cosa. Parlano.
Un dialogo muto ma intimo, caldo, da brivido…
Inarcando la schiena io ho buttato la testa all’indietro
ma le tue mani esperte non mi hanno lasciata cadere
con cautela, riportandomi indietro verso i tuoi occhi,
mi hanno raccontato la sincerità dentro un’emozione.
Le mie mani ti parlano di storie di pace, la tua pelle risponde,
in confidenza. Insieme scaldano, di un tepore che penetra.
E tutto è liscio, si sente. E’ forte, non si dimentica.
Le mie mani. Non sanno violenza se non di passione
anche se vibrano forte, a tratti, le mie mani.
Suonano le corde del violoncello della tua schiena.
Premono, sfiorano, cercano e trovano la tua intimità,
con ansia, con passione ma pronte ad arrestarsi,
ad addolcirsi al primo segno di eccesso.
Hai posato piano le tue mani sui battiti del mio cuore
poi mi hai chiesto se avevo mai dormito in un rifugio
l’hai fatto sottovoce e io mi stavo già addormentando,
ora resta forte questo sentire tra le mie mani commosse.
Mani pazienti, ma anche impazienti di volare più in alto,
di salire, di non fermarsi. Ambiziose, volenterose,
di arrivare in cima. Le mie mani sono per te.
Sali, fin dove nasce la poesia. Le mie mani sono per te.