Un sushi in riva alla darsena
qui sai non è mai solo crudo
hanno ancora il sapore dei sì
i nostri noncuranti perché no
vivaci come scritte sui muri
a contrasto di stinte ideologie
Due passi sulla fune ho detto
dimmi quando vuoi che cada
oltre i contorni di questa notte
che tra noi non è mai confine
abili parcheggiatori di disfatte
due euro l’ora per dimenticare
Ma sono stati risvegli di assenze
sparsi tra le pieghe dei vestiti
in una città stipata di memoria
quei brividi ancora sulla pelle
tra cappuccino e rotaie del tram
su cui sfugge da sempre la vita
E allora accendiamo una notte
fatta di dita vibranti e accecate
aprimi i tuoi spiragli luminosi
non c’è frastuono sulla tua pelle
e dai tuoi sussurri piovono stelle
incanto tra le guglie del duomo.

