
Prospettive
Dicembre 3, 2006"Mi chiamano Agrado perché per tutta la vita ho sempre cercato di rendere la vita gradevole agli altri… oltre che gradevole sono molto autentica.[…] Quello che stavo dicendo è che costa molto essere autentica signora mia… e in questo non bisogna essere tirchie, perché una più è autentica quanto più somiglia all’idea che ha sognato di se stessa". (dal film Tutto su mia Madre – Almodovar)
Dicono che i miei post li può capire solo una persona alla volta. E in parte è vero. In questo caso c’è una tra voi che saprà qual è il primo filo che ho tirato. Ma io credo che capire, spesso, sia solo un’ipotesi della mente. Capire per me invece ha sempre fatto rima con sentire….. sulla pelle, nell’anima. Ho sognato di sentire. Si, lo so che non sono originale, lo so che l’aveva già detto Democrito prima di me (molto prima, se si pensa che era il v sec. a.C.) e molti altri a seguire. Ma il modo in cui io sento, ecco, questo, è l’unica cosa, qui, che ho da offrire, a te. Occhi per vedere e mani per sentire, questo siamo.
E’ la tua ultima occasione, se rinunci non ne avrai altre. Pillola azzurra, fine della storia: domani ti sveglierai in camera tua, e crederai a quello che vorrai. Pillola rossa, resti nel paese delle meraviglie, e vedrai quant’è profonda la tana del bianconiglio. Ti sto offrendo solo la verità, ricordalo. Niente di più". (dal film Matrix)
Avrei detto che scrivevo per me stessa, c’è chi dice che si ami per sé stessi. Non so dire come accade. E non lo so prevedere. A un certo punto un sentire confuso e aggrovigliato si fa parola, si fa gesto. Per necessità. Perché noi, animali rari destinati a condividersi, per sopravvivere abbiamo bisogno di raccontarci storie. Ho sognato di amare. Con le parole, con la pelle, con l’anima. Se mi senti lo chiedo più spesso fuori da un letto. Ecco il senso.
«… Se metto una mano nell’acqua… Lei si immagina? Qualcosa che comincia qui e finisce al Cairo, o a Tripoli, o a Tangeri, dove potrebbe esserci qualcun altro sulla riva, anche lui con le mani in acqua… Sì, credo che sia questo il mio modo di viaggiare…» (Daniele Del Giudice, Lo stadio di Wimbledon)
Sono questa voglia di viaggiare, niente più. Era questo che cercavo di spiegare in quella città straniera. Le linee parallele sembra si incontrino all’orizzonte. I pittori lo sanno. Ho bisogno di costruire modelli semplificati del mondo, ho bisogno di immaginare. Il mio scheletro è un’immagine, un mucchietto di parole, uno sguardo, una semplice emozioni. Sai, io ho sempre pensato di essere senza né arte né parte, eppure c’è chi mi ha detto “sei un’opera d’arte in movimento”, e io ho pensato di non saper vedere al di là di questa voglia di dare ho sentito di amare i suoi occhi e le sue mani. Lo so, non c’entra, ma credimi, è la mia idea di prospettiva. Il punto di incontro tra passato e futuro, tra ciò che non sono e ciò che avrei potuto essere, tra ciò che posso essere e ciò che tu sei stato e sarai. Siamo traiettorie sulla linea del tempo. E siamo le impronte che lasciamo avanzando. Niente di più, ma neanche niente di meno. Una cosa da niente, il sentire, una cosa che si può anche grattare via, volendo. O scordare, come un sogno.
……La luna è liquida stasera. Il cielo con le sue onde la accarezza. E’ così che ti dipingerei, ora. Come il silenzio sul fondo del mare. …..
"senza peso nel fondo dove si avvera il sogno,
due volontà fanno avere un desiderio nell’incontro,
il tuo sguardo e il mio sguardo
come un’eco che ripete senza "parole più dentro, più dentro!",
fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo
però sempre mi sveglio e sempre voglio esser morto
per restare con la mia bocca sempre preso nella rete dei tuoi capelli".
due volontà fanno avere un desiderio nell’incontro,
il tuo sguardo e il mio sguardo
come un’eco che ripete senza "parole più dentro, più dentro!",
fino al di là del tutto, attraverso il sangue e il midollo
però sempre mi sveglio e sempre voglio esser morto
per restare con la mia bocca sempre preso nella rete dei tuoi capelli".
(dal film Mare Dentro)
Ancora una volta. Ma come fai?
Una Carezza, Mamma Elfa.
Codesti vaneggiamenti idicano una personalità contorta e conflittuale, la invito a volgere le sue energie a problematiche superne prima che sia troppo tardi.
avevo bisogno di una boccata d’aria, di respirarti, e ti ritrovo contrita e aggrovigliata tra citazioni diametralmente opposte, come un’anima disperata che sbatte nelle pareti di cristallo alla disperata ricerca di una via di fuga, di qualcosa…
ma è sempre bello respirarti.
bacio
BARONETTO: A te…
CAVALIERE: Sa signor cavaliere, mi consenta, io quelli come lei li ho sempre ammirati. Uno passa la vita a cercare di capire qualcosa di sè stesso e poi arriva uno come lei…. Il sole all’improvviso….”Tu sei così”!……mica “potresti essere” oppure “sei un pò così e un pò cosà”…quella è roba da dilettanti….no, proprio così! Ah, meglio di un Tavor o del Laxotan, che, mi consenta ancora, non ho mai preso in vita mia, lei è assolutamente e brillantemente rassicurante. Contorta e conflittuale! E che, ci voleva tanto? E pensare che ci sono in giro un sacco di psicologi che si fanno pagare!
Senza contare che ora potrò scrivere anche CC sul c**o della macchina. E magari parcheggiare a ufo…..
Perdoni se sono anche nu’ poco str***a, scherzo naturalmente, come anche lei del resto, immagino. Bella cosa l’immaginazione, non trova?
Ma poi mi scusi, ma chi azz è ’sta immacolata??
BRAIN:
Anch’io ti ho respirato. Ma mi sono fatta sguardo, come sempre davanti al dolore.
Un bacio in linea retta su un respiro d’infinito.
Oh femmina Miscredente, le dice nulla l’8 Dicembre come data? Sono dunque circondato da eserciti di SenzaDio?!
buona giornata
mi limiterò a dire che Mare Dentro è stato un film splendido… per me, almeno!
c’è anche chi si mette in cammino perchè di prospettive non ha più…..
se vieni dalle mie parti puoi aiutarmi a diffondere le cose
grazie
Questo è incommentabile. Io e te dobbiamo parlare.
Buon fine di settimana.
Bacissimi.
CAVALIERE:
Ah, quell’immacolata…..certo che lo so. Ho fatto anni di catechismo, come tutti…..Ma lei, con licenza, cosa cavalca?
CARAVAGGIO:
Ciao carissima.
PACIUY:
Non solo per te….
ACQUACHIARA:
Arrivo.
TEQUILA:
Suona un pò come una sgridata della maestra…. Si, dobbiamo parlare. Metto l’orologio della macchina indietro di un’ora?
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