Manichini di poco talento
a bordo di un atto di fede
attraversiamo prospetttive
senza cintura di sicurezza
Gli entusiasmi superficiali
sempre in attesa di sponsor
camuffano esausti desideri
di un’abusata marcia in più
Insetti brulicanti ai semafori
brandelli di storpia umanità
deridono quei falsi tormenti
che indossiamo senza pudore
Qui ci sono io e questa voglia
di premere forte l’acceleratore
e schiantarmi silenziosamente
sull’opalescenza della tua pelle
Qui tu sei la voglia di sterzare
e farti strada tra le mie fessure
esplorare le mie terre straniere
in pace da tutto questo andare
E poi il desiderio di una strada
di parole spogliate ed essenziali
inclementi come carne esposta
o misericordiose come i silenzi.
