Sempre insieme, eternamente divisi;
finchè il sole sorgerà e tramonterà,
finchè ci saranno il giorno e la notte,
per tutto il tempo
che sarà loro concesso di vivere
(Lady Hawke)
Sono morto così tante volte che a stento mi ricordo di me
tra due lembi di pelle intrecciavo strette le reti dei silenzi
per occultare la strada che scende ripida fino al rimpianto
mentre lo spazio arido dell’altrove sterminava le illusioni
ti prego, voglio solo dormire adesso
le labbra strette di lacrime o forse erano solo altre parole
a sbiadire tutta la solitudine riversa sul ciglio di un’attesa
bevevo sola mentre perdevo l’amore a un tavolo da gioco
ma sognavo di toccare il tuo ventre di abissi e di silenzio
sconfini ancora, come in un tramonto
nei carrugi di un’assenza dove un abbraccio non è rifugio
disseminiamo con rabbia il folle coraggio della dolcezza
questa nostra storia che brucia in gola come carta vetrata
le tracce ancora tra le mani e dentro questi confini incerti
la vita ha il suo modo di farsi sentire