La strada tutt’intorno è liquida stasera
da potersi sottovoce mescolare al mare
stemperare desideri senza nulla sapere
composta negligenza di lieve esternare
a latere di un tuo sguardo provvisorio
sfuocato come un errore di valutazione
lì dove a stento tu ti lasci approssimare
mi rapisce una sfumatura sulla tua pelle
che audacemente insinua un’intenzione
poi dolcemente s’addormenta di quiete.
Considerare un oggetto in immagine significa potersi distanziare dalla determinatezza del darsi percettivo dell’oggetto stesso e variarne le vedute, i profili, le prospettive. L’immagine finisce così per favorire attività cognitive specifiche che differiscono sia dalla percezione sia dall’intellezione: moltiplicando le prospettive a partire dalle quali è intenzionato l’oggetto, la coscienza riesce a superare i vincoli della percezione ( a cui spetta comunque un primato in quanto incontro in carne e ossa con il fenomeno) e ad aprirsi al più chiaro coglimento dell’essenza del fenomeno intenzionato, da un lato, e alla dimensione della possibilità e del “come se” dall’altro.
(MAURICE MERLEAU-PONTY)
