Avevo scritto l’epitaffio della nostra storia sui tuoi muri
nascondendone le crepe dietro un nudo del tuo cuore
io che non ho mai trascurato un giorno di preservarlo
dallo scarso spessore delle mie prevedibili didascalie
mi sarei addormentata mesta tra i sogni chiusi dentro
non reclamando altro che un pensiero incontaminato
ma ho sentito i tuoi vetri infrangersi sulle mie distese
e sono tornata ancora a sentirmi disperatamente viva
contratta in quel vertiginoso spasmo di arsura e attesa
di cui la dolcezza non ha saputo dissimulare il fragore
E voi, che ripetete le stesse parole negli stessi modi, con la stessa leggerezza, con la stessa voglia di non tornarci sopra una volta dette, voi, lo sapete quanto sia, tenere dentro? Voi che ve ne andate dalle persone come da aree di sosta, voi che dite di non tornare mai indietro, lo sapete che stare sulla pelle significa affiorare da dentro?
