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Vibrazioni

Settembre 8, 2008

 

Avevo scritto l’epitaffio della nostra storia sui tuoi muri

nascondendone le crepe dietro un nudo del tuo cuore

io che non ho mai trascurato un giorno di preservarlo

dallo scarso spessore delle mie  prevedibili didascalie

mi sarei addormentata mesta tra i sogni chiusi dentro

non reclamando altro che un pensiero incontaminato

ma ho sentito i tuoi vetri infrangersi sulle mie distese

e sono tornata ancora a sentirmi disperatamente viva

contratta in quel vertiginoso spasmo di arsura e attesa

di cui la dolcezza non ha saputo dissimulare il fragore

 

E voi, che ripetete le stesse parole negli stessi modi, con la stessa leggerezza, con la stessa voglia di non tornarci sopra una volta dette, voi, lo sapete quanto sia, tenere dentro? Voi che ve ne andate dalle persone come da aree di sosta, voi che dite di non tornare mai indietro, lo sapete che stare sulla pelle significa affiorare da dentro?   

 

9 commenti

  1. scrivi poco ma quando scrivi altro che vetri infranti… :)
    in questo brano ti sento molto affine, ci leggo cose che mi riguardano e riuscire in questo da’ importanza alla scrittura.

    baci.


  2. Cara Daniela, questo è il piccolo regalino che lasci prima dell’ennesimo black out?
    (rodolfo)


  3. sai bella donna, a volte si rimane alla finestra per timore che in strada i piedi si possano bagnare e a nulla vale mettere calze e scarpe pesanti, il timore fa restare impalati..alcuni urlano e sbraitano da quelle finestre, molti rimangono inerti in attesa..e poi di finestra in finestra parlano ad altri come loro..

    poi in strada scorgono esseri che non hanno calzari ai piedi e stupiti si chiedono come questi han fatto a scendere..

    finchè riusciamo a stupirci di ciò che accade fuori da quella finestra e riusciamo a scendere in strada a piedi nudi qualcosa ancora è possibile..
    e da giù non si pensa nemmeno più a quella finestra..

    ps..siamo a milano nei prossimi giorni..
    non è che si riesce a beccarsi?
    ti saluta anche la mia metà..
    un abbraccio stretto stretto..
    m.


  4. “affiorare da dentro”… è un po’ come sbocciare…
    …e visto che sei Pioggia Alternativa chissà che fiori vengon fuori…

    Firmato:
    La donna delle pulizie di Tayla


  5. ti abbraccio…nello scarso spessore delle mie prevedibili didascalie…

    …ma ci sono.


  6. Carissima,
    un mio pensiero…

    Le soluzioni non esistono e io nella vita non prendo pillole, ne la rossa ne la blu, ma se devo decidere decido, allora nessuno mi smuove.
    Non comprendo cio che succede.
    Capisco qualcosa… qua e la, ma manca del tutto la visione di insieme.
    Non voglio fuggire, ma forse, un po’, vomitare.
    Non riesco piu’ a portare i pesi di una volta, ho accumulato troppa zavorra e lasciato diventare i muscoli scialbi.
    Non so se mi attende una ennesima morte o ancora una rinascita, ancora piu’ vecchio.
    Per quanto possa fuggire non saro mai troppo lontano.


  7. Per quanto possa fuggire non saro mai troppo lontano…
    intendevo dire mai troppo lontano da te.
    Poche parole in piu’ o in meno, rimaste nella penna, fanno la differenza….

    Per il resto, volevo dire che non mi sento mai leggero…
    e questo e’ male… manca qualcosa che per me e’ importante… ma non saprei dire esattamente cosa
    anche lo scrivere anonimo e’ casuale non desiderato (ma dopo quest’altro commento e’ una necessita’…)
    un enter dato in fretta
    un bacio


  8. BLOGEX:
    Io credo che ci siano affinità elettive del sentire, del vedere….ed è per questo che poi ci si cerca in questo deserto.
    RODOLFO:
    Mi piacerebbe avere il tempo e il modo per tenermi sempre sveglia la testa e l’anima. Troppo spesso rotolo negli ingranaggi di un tempo che non mi appartiene. Nei black out a volte ci si riposa anche da tutto questo andare, sentire, cercare. Ma è un modo poco bello di riposare e al buio si vede poco. Preferirei il cocuzzolo di una montagna, da dove poter osservare le orme dei passi che mi hanno portato fin lì….
    MONI:
    Si, io sono quella on the road. A piedi nudi, sai, si sente anche il freddo che fa dietro le finestre.
    Condivisioni minime. io la chiamo malinconia. Solo che a volte i vetri si infrangono….
    DONNA DELLE PULIZIE DI TAYLA:
    Pensi che bellezza un fiore carnivoro! :-) Prepari scopa e paletta per raccogliere i resti di chi si avvicina. Wow!
    BRAIN:
    Le tue didascalie non hanno mai uno spessore scarso, anzi sono soffici e consistenti come i tuoi abbracci.
    ANONIMO:
    Avevo capito. Resto convinta di saper leggere sotto e oltre le parole anche se dici che non sempre è così. :-)
    Quanto alla leggerezza….non so…la pensiamo diversamente, lo sai. Di leggerezza sono poco capace. Per me tutte le cose grandi hanno la lettera maiuscola. Mi prenderò carico dei petali che lasci cadere, omaggio di cavaliere a una principessa, solo questo posso.
    Ma resta, che ti voglio bene.


  9. ..siamo di nuovo in quel di bg-mi intorno al 25 di novembre..
    ma tu una volta non avevi una mail??

    che han fatto ti han tolto pure la posta??

    miiiiiiii
    ma come si fa!!!
    ;-)

    abbraccioni
    moni



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