Archivio per la categoria ‘Consigli di lettura’

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Demian – Herman Hesse

Dicembre 12, 2005

"Per gli uomini non esiste nessunissimo dovere, tranne uno: cercare se stessi, consolidarsi in sè, procedere a tentativi per la propria via ovunque essa conduca.
Ciò mi scosse profondamente e questo fu il risultato di queste esperienze: molte volte avevo fantasticato sul mio futuro, avevo sognato ruoli che mi potevano essere destinati, poeta o profeta o pittore o qualcosa di simile. Niente di tutto ciò. Nè io ero qui per fare il poeta, per predicare o dipingere, non ero qui per questo. Tutto ciò è secondario.
La vera vocazione di ognuno è una sola, quella di conoscere se stessi.
Uno può finire poeta o pazzo, profeta o delinquente, non è affar suo, e in fin dei conti è indifferente.
Il problema è realizzare il suo proprio destino, non un destino qualunque, e viverlo tutto fino in fondo dentro di sè.
Tutto il resto significa soffermarsi, è una mezza misura, è un tentativo di fuga, è il ritorno all’ideale di massa, è adattamento e angoscia di fronte a se stesso.
Terribile e sacra sorse davanti a me la nuova immagine mille volte intuita, forse già espressa, eppure soltanto ora vissuta.
Io ero un parto della natura lanciato verso l’ignoto, forse verso qualcosa di nuovo o forse anche verso il nulla.
Lasciare che si sviluppasse dal profondo, obbedire al mio destino e far mia la sua volontà, questo era il mio compito. Nient’altro.
Avevo già assaporato molta solitudine. Ora ebbi l’impressione che ne esistesse una più profonda e forse inconfutabile."

E’ un libro che avevo letto a quindici anni. Ho ripescato in questi giorni questo passo. Strano ritrovare dopo tutti questi anni la stessa verità in queste parole, con qualcosa in più che rimane sul palato, un retrogusto sottile che assomiglia alla consapevolezza. E un abito di seta che scivola sul corpo, di un tessuto diverso dalla stoffa delle illusioni, silenziosamente accarezza le mille traiettorie tracciate sulla mia pelle. Silenziosamente, per dare tempo e spazio al capire.

 

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Vinicio Capossela – Non si muore tutte le mattine

Novembre 8, 2005

“Siamo rimasti  solo voce.

Come  la  ninfa  Eco,

che a  furia di consumarsi,

per passione,

finì col rimanere voce…..

eco di voce, eco della sua voce."

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- nessun titolo -

Ottobre 28, 2005

"Finora tu hai perso molte cose. Molte cose preziose.
Il problema non è sapere di chi è la colpa.
Il problema è che tu attaccavi sempre
qualcosa di te a tutte le persone che perdevi.
Non avresti dovuto.
Avresti dovuto tenere qualcosa da parte per te,
invece di lasciarla andare via con il resto.
Così ti sei consumato a poco a poco.
Perchè? Perchè l’hai fatto?"

 Haruki Muratami – “Dance, dance, dance”

 Listening to: Vinicio Capossela – L’indispensabile

Esco da me
in tutto non m’amavo granché
il nanomi guarda felice
non sa quel che dice
e se la canta per sè

tutta per me
la giostra di Zampanò tace
e gira con gli occhi di brace
il cavallo di Troia
che alla zingara piace

Rido perchè
non ho più mal
non ho più da pensar
fuggo da me

non basta amar mi vengano a cercar

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Metafisica dei piedi

Ottobre 13, 2005

"ma cosa devo fare allora?" -"danzare" rispose "continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè. Non devi pensare a cosa significa. Il significato non importa, non c’entra. Se ti metti a pensare a queste cose, i tuoi piedi si bloccheranno. E una volta che saranno bloccati, io non potrò più fare niente per te. Tutti i tuoi collegamenti si interromperanno. Finiranno per sempre. E tu potrai vivere solo in questo mondo. Ne sarai progressivamente risucchiato. Perciò i tuoi piedi non dovranno mai fermarsi. Anche se quello che fai può sembrarti stupido, non pensarci. Un passo dopo l’altro, continua a danzare. E tutto ciò che era irrigidito e bloccato piano piano comincerà a sciogliersi. Per certe cose non è ancora troppo tardi. I mezzi che hai, usali tutti. Fai del tuo meglio. Non devi avere paura di nulla. Adesso sei stanco. Stanco e spaventato. Capita a tutti. Ti sembra sbagliato. Per questo i tuoi piedi si bloccano" Alzai gli occhi e guardai la sua ombra sul muro. – "danzare è la tua unica possibilità" continuò "devi danzare, e danzare bene. tanto bene da lasciare tutti a bocca aperta. Se lo fai, forse anch’io potrò darti una mano. Finchè c’è musica, devi danzare!"

Haruki Murakami  “Dance, Dance, Dance”

E allora mi avrai, verde milonga che sei stata scritta per me

Per la mia sensibilità, per le mie scarpe lucidate….

 Per il mio tempo e il mio gusto

 Mi avrai,verde milonga inquieta

 Che mi strappi un sorriso di tregua ad ogni accordo

 Mentre fai dannare le mie dita

 Io sono qui, sono venuto a suonare,

 sono venuto ad amare e di nascosto a danzare

 e ammesso che la milonga fosse una canzone

 ebbene io l’ho svegliata e guidata ad un ritmo più lento

 così la milonga rivelava di sé molto più di quanto apparisse

 il suo essere di frontiera, una verde frontiera

 tra il suonare e l’amare…

 da inseguire sempre, da inseguire ancora,

 fino ai laghi bianchi del silenzio

 Paolo Conte “Una verde milonga” 

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Da “Oceanomare” di Alessandro Baricco

Luglio 7, 2005

Senza spiegare nulla, senza dirti dove, ci sarà sempre un mare, che ti chiamerà….


Immobile, con la lanterna spenta in mano, Elisewin sentiva il proprio nome arrivarle da lontano, mescolato al vento e al fragore del mare. Nel buio, davanti a se, vedeva incrociarsi le piccole luci di tante lanterne, ognuna sperduta in un suo viaggio sull’orlo della burrasca.


Non c’erano, nella sua mente, né inquietudine, né paura. Un lago tranquillo le era esploso, tutt’a un tratto, nell’anima. Aveva lo stesso suono di una voce che conosceva.


….. Un passo dopo l’altro, fino ad arrivargli vicino. E dirgli: “Non mi farai del male, vero?”


“No”……


Allora Elisewin prese tra le mani il volto di quell’uomo, e lo bacio’.


Chi l’avrebbe mai detto che baciando gli occhi di uomo si possa vedere cosi’ lontano? ….


Lui la guardò. Ma d’uno sguardo per cui guardare già è una parola troppo forte. Sguardo meraviglioso che è vedere senza chiedersi nulla, vedere e basta. Qualcosa come due cose che si toccano – gli occhi e l’immagine- uno sguardo che non prende ma riceve, nel silenzio più assoluto della mente, l’unico sguardo che davvero ci potrebbe salvare – vergine di qualsiasi domanda, ancora non sfregiato dal vizio del sapere – sola innocenza che potrebbe prevenire le ferite delle cose quando da fuori entrano nel cerchio del nostro sentire-vedere-sentire- perché sarebbe nulla di più che un meraviglioso stare davanti, noi e le cose, e negli occhi ricevere il mondo – ricevere – senza domande, perfino senza meraviglia – ricevere -solo- ricevere- negli occhi – il mondo….


… E nemmeno si erano dovuti cercare, questo é incredibile, e tutto il difficile era stato solo riconoscersi… riconoscersi, una cosa di un attimo, il primo sguardo e già lo sapevano, questo é il meraviglioso….


Se solo la conoscessero….tutti continuerebbero a raccontare la storia di quei due e di un’intera notte passata a restituirsi la vita, l’un l’altra, con le labbra e con le mani… uno dentro l’altra – ogni palmo della pelle un viaggio, di scoperta…. perché nessuno possa dimenticare che non si é mai lontani abbastanza per trovarsi….


…Forse il mondo é una ferita e qualcuno la sta ricucendo in quei due corpi che si mescolano – e nemmeno é amore, questo é stupefacente, ma é mani, e pelle, labbra, stupore, sesso, sapore -tristezza, forse – perfino tristezza – desiderio – quando lo racconteranno non diranno la parola amore – mille parole diranno, e taceranno amore. Tace tutto, intorno….


E’ la musica che é difficile, questa é la verità, é la musica che é difficile da trovare, per dirselo, li’, cosi’ vicini, la musica e i gesti, per sciogliere la pena….la musica giusta perché sia una danza, in qualche modo, e non uno strappo quell’andarsene, quello scivolare via, verso la vita e lontano alla vita, strano pendolo dell’anima, salvifico e assassino, a saperlo danzare farebbe meno male…. e sanno che, ad averne il coraggio, solo il silenzio lo sarebbe, musica, esatta musica….

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XVII sonetto – Neruda

Luglio 1, 2005

Non ti amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
ti amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l’ombra e l’anima.


 


Ti amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.


 


Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove,
ti amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
che così,


 


in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.


 

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- nessun titolo -

Giugno 30, 2005

“Com’è vasta la saggezza e quanto è molteplice il vero”


(Emily Dickinson)


….qualcuno sostiene che sia una cazzata…..ma sorride….

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Hai mai amato il vento?

Giugno 28, 2005

Il vento…
hai mai pensato al vento?
Cammini per strada
ti sembra che non esista
eppure gli stai camminando dentro
ti sforzi di ascoltarlo
non distingui la sua canzone
eppure ti stordisce col suo gridare
Ti culla col suo vigore
il vento
eppure non puoi aggrapparti alle sue braccia

Hai mai amato il vento?


 


Ulisse

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The gift of speech

Maggio 27, 2005

Hanno parole le mie stagioni


quando mancano occhi


ad esprimere senso.


Intra-vedendo trasparenze


attraverso stati d’animo,


cammino in equilibrio


su fili lucenti di seta


e mi addentro in legami


che sono viaggi.


Il viaggio inizia


quando scopri che la valigia


non è più tanto pesante,


che il vento non si alza


sempre impietoso,


che esistono ponti,


su arcobaleni di parole.

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Da “Signor Malaussène” di Daniel Pennac

Aprile 11, 2005

A nascere son buoni tutti! Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! divenire! crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare (senza gonfiare), accettare i mutamenti (ma non le mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire) e morire senza protestare, per finire…un programma enorme, una vigilanza continua…perchè a ogni età l’età si ribella contro l’età, sai! E se fosse solo questione d’età…ma c’è anche il contesto! E il contesto, piccolo mio…